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"C'erano pochi posti più oscuri dei dintorni di Mahri Nui. L'unico a cui Reysa poteva pensare era la regione acquatica proprio sotto la città. La sua oscurità poteva forse essere un riflesso del cuore dei suoi abitanti."

—Narratore, City of the Lost

L'Acqua nera (o più spesso acque nere) era una regione marina particolarmente oscura di Aqua Magna, in passato posizionata sotto Mahri Nui.

StoriaModifica

Le acque nere sono la casa di molte specie marine pericolose. Dopo il Grande Cataclisma, un grande numero di Rahi migrò dall'Universo Matoran nell'oceano. Anche i prigionieri del pozzo, che venne distrutto durante il cataclisma, fuggirono nelle acque nere, dove il Mutageno del Pozzo alterò la loro fisionomia e diede loro la capacità di respirare sott'acqua. I Barraki divennero i sovrani della regione e delle sue creature, stabilendosi ognuno in una zona specifica del mare. Durante gli anni successivi all'affondamento di Mahri Nui, diversi Matoran del villaggio vennero catturati dalle creature marine della zona per non essere più visti. Defilak, insieme a GarSarda e Idris, organizzò una spedizione nelle acque nere per scoprire cosa stesse attaccando i Matoran e per farlo utilizzò un sottomarino. Durante la missione, i Matoran vennero catturati da Pridak ed interrogati dal Barraki riguardo la Ignika, che era stata avvistata nell'oceano. Durante l'interrogazione, Sarda venne scagliato tra i Takea, ma Lesovikk sparpagliò gli squali e lo portò in salvo. I due vennero poi attaccati da Karzahni. Il tiranno non riuscì a sconfiggere il Toa, perciò terrorizzò Sarda con una visione e Lesovikk andò a soccorrerlo, lasciando a Karzahni il tempo di fuggire. Allo stesso tempo, la Ga-Matoran Kyrehx venne rapita da Carapar e condotta nella caverna di Takadox, dove il Barraki la interrogò riguardo la Ignika, prima di lasciarla tornare a casa.
422px-Barraki Comic

I Barraki

Intanto Defilak, Gar e Idris riuscirono a scappare dalla sorveglianza di Pridak ed a raggiungere Mahri Nui. Dopo l'arrivo dei Toa Mahri nell'oceano, le acque nere divennero il teatro degli scontri fra loro e i Barraki, entrambi determinati ad entrare in possesso della Ignika, mentre un nuovo carceriere del pozzo venne creato dalla maschera della vita ed iniziò a cercare gli ex prigionieri per ricatturarli. Anche Teridax giunse nelle acque nere e prese il controllo di un Maxilos, senza rivelare la sua vera identità. Teridax liberò Matoro, che era stato posto da Hydraxon nel pozzo, e lo costrinse poi a rianimare in corpo di Tuyet per tentare di ricostruire la Pietra Nui. Dopo aver sconfitto Karzahni in battaglia, il Makuta ricevette da Icarax la Lancia di Artakha ed iniziò a mettere in atto il suo piano, ma Brutaka, imprigionato nel pozzo per mano di Botar, prese da lui il potente strumento e lo fece sparire. Dopo un breve duello, i due presero strade diverse e Matoro si riunì al suo team. Hydraxon invece sconfisse Nocturn e da lui ottenne la Ignika. Dopo diversi eventi, Mantax entrò in possesso della maschera della vita e riunì i Barraki ai Denti della Balena Rasoio, dove dimostrò loro che fra di loro si nascondeva un traditore. Takadox, il traditore, tentò allora di ucciderlo, ma venne paralizzato dal veleno di Mantax e fallì poi nell'ipnotizzare Maxilos/Teridax. Dopo aver distrutto il Maxilos, i Barraki si riunirono e si lanciarono all'inseguimento dei Toa Mahri, che però, grazie al sacrificio di Matoro, vennero teletrasportati via. Nei giorni seguenti, Hydraxon, Lesovikk e Sarda collaborarono per ricatturare gli ex prigionieri del pozzo e ricondurli in prigione.

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